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Nel nome del porno, la pay tv avanza 
di Alberto Guarnieri (fonte: ilmessaggero.it) 
 


ROMA (2 novembre) - Crescono in modo inarrestabile i ricavi da pay tv. Tanto da superare (nel 2012) quelli da pubblicità. Per la Rai, che, in attesa di deroghe ministeriali, pay non fa, un altro campanello di allarme. Ma restiamo ai contendenti attuali del settore. Che sono Sky e Mediaset in primis. E poi, sul digitale terrestre, Dahlia ed altri editori minori. Tutti o quasi caratterizzati da un’offerta che privilegia quando non fornisce addirittura in esclusiva, il porno. Dahlia, dicono gli analisti, tiene i propri migliori risultati nell’Italia Sud insulare proprio grazie ai canali erotici.

Una tendenza che ha indotto Sky a reimpostare l’offerta Prima fila. Da qualche tempo infatti i film a luci rosse della piattaforma satellitare, racchiusi sotto la sigla Hot club, sono proposti non più solo dopo e 23 ma per tutte le ore del giorno e della notte, perché, come dice il furbo claim pubblicitario, «so a cosa pensi, 24 ore su 24».

L’iniziativa, tenuta un po’ sotto traccia, ha fatto pensare alla concorrenza a un “trucchetto”, come accennavamo ieri. Il porno di giorno è infatti non consentito. Ma ora - dicono tranquilli a Sky - il parental control e gli altri sistemi di privacy e proiezione che offriamo, consentono di effettuare un’offerta senza limiti.

Insomma, il prono, che Sy rivaluta anche sui canali nobili con l’attesa fiction su Moana Pozzi, torna di moda, E vedremo l’impatto sui ricavi. Nel 2012 quelli da pay tv dovrebbero toccare i 3,8 miliardi, pari al 41 per cento dell’intero sistema, contro il 33 per cento di oggi. La pubblicità invece dovrebbe fermarsi al 40 per cento.
 
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