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INCHIESTA: PORNO E 3D NON VANNO D'ACCORDO 
INTERVISTA A SILVIO BANDINELLI 
 


Porno e 3D non vanno assolutamente d'accordo. E a dirlo non sono i produttori di TV, che non vorrebbero vedere il loro nome accostato alle produzioni hardcore, ma sono direttamente gli addetti ai lavori nel mondo dell'eros. Il 3D non è roba nostra, costa troppo e la gente vuole altro.

E' quello che emerge dalla nostra inchiesta che ha coinvolto i maggiori distributori, importatori, produttori e registi di film hard. Abbiamo selezionato una serie di interventi abbastanza significativi, che proponiamo qui di seguito.

Il primo a bocciare il porno "3D" è Salvatore Sbarra, distributore e organizzatore di eventi. "Penso che nel mondo dell'hard in Italia non ci sarà una grande richiesta per il 3D. Da questo punto di vista tutti i nuovi supporti non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. E' vero, consentono di avere un'immagine nettamente superiore, ma il fruitore di film per adulti cerca il più delle volte un supporto che renda si il film il più realistico possibile, ma nello stesso tempo vuole che l'effetto sia "casereccio", soprattutto nelle produzioni amatoriali o nelle produzioni a medio budget che sono poi gran parte di quelle prodotte in Italia.
Allo stesso modo non c'è stata nessuna richiesta per il blu ray, se non per semplice curiosità. Il cliente vorrebbe vedere il film nella maniera più naturale e vera possibile, ma senza effetti speciali o aiuti tecnologici, che non fanno altro che rendere irreali situazioni che si cerca di rendere il più naturali e vere possibile. Ancora oggi ci sono un sacco di clienti che ci richiedono le VHS proprio per l'effetto più reale e naturale che veniva dato alla scena.
Sicuramente qualcuno dei produttori più importanti in Italia (ATV, Showtime, FM Video) si cimenterà nel 3D, ma principalmente per cercare di rilanciare un mercato che ultimamente per colpa di internet vive un momento di stanca che difficilmente tornerà a quello che era il mercato delle VHS.
In più il mercato Italiano è al momento molto limitato, per colpa di internet le grosse produzioni italiane, ma anche le più importanti produzioni d'importazione, non vendono più di 400/500 copie del titolo di punta in prima battuta e questo è sicuramente un limite, non si riuscirebbero certo ad ammortizzare i costi delle produzioni in 3D con questi numeri”
.

Anche Marco Rollo, titolare di Athena Video, che importa e distribuisce i più importanti marchi europei ed americani, concorda che il 3D nel mondo dell'hard è solo un fuoco di paglia: costi troppo elevati, produzioni troppo impegnative per un mondo che ormai va in tutt'altra direzione.

Non manca anche il parere di Paolo Pisani, titolare di ATV che produce film e distribuisce in tutta Europa film anche per le emittenti TV. Paolo Pisani è nel settore da oltre vent'anni, ed è anche uno di quei produttori che ha sempre guardato con molta attenzione alle nuove tecnologie. Durante la nostra chiaccherata infatti ci ha confermato di aver addirittura speso 4.000 euro in licenze Blu-ray perché avevano pure pensato di produrre Blu-ray hard, salvo poi pentirsi visto lo scarso interesse per il formato. Paolo Pisani conferma che parlare di 3D nel mondo hard è prematuro, e soprattutto che anche il 3D come il blu-ray corre il rischio di perdere totalmente di interesse. "I costi di produzione sono troppo alti. Abbiamo ricevuto diverse richieste di preventivi soprattutto da emittenti televisive e canali pay ma la produzione richiederebbe troppa spesa. Il 3D nel mondo dell'hard è un lusso, è motivo di immagine ma non è davvero utile. In un anno facciamo 5 o 6 grosse produzione, girate in Cinealta a 1080p e queste costano già 100.000 euro l'una, e a fatica riusciamo a ripagare i costi. Passare al 3D vorrebbe dire investire il 30 / 40% in più, e nessuno sarebbe in grado di gestire questa spesa. Certo, è un rischio, ma con la crisi odierna sono pochi quelli che vogliono rischiare. Vedo anche un altro rischio concreto: qualche anno fa con l'alta definizione c'era chi realizzava film in finto HD facendo l'upscaling di produzioni standard. Con gli elevati costi dello shooting in 3D è concreto il rischio di conversioni mal fatte da 2D a 3D, che costano molto meno ma rendono anche meno"

Silvio Bandinelli, titolare di Showtime Film, produttore e regista non è così pessimista sul binomio hard e 3D, ma è l'unica voce fuori dal coro.“Se i costi di produzione di abbasseranno e si potranno realizzare produzioni a tre dimensioni sicuramente qualcuno ci proverà, anche perché la novità ha sempre pagato. Il 3D offre un nuovo modo di vedere le cose anche se il successo sarà legato probabilmente a quei pochi titoli novità: quando tutti avranno 3D l'interesse scenderà. Sarà comunque importantissimo che il 3D non sia una tecnologia piratabile: al giorno d'oggi la pirateria è un grosso problema per il mondo dell'hard e se anche il 3D sarà scaricabile e copiabile dalla rete allora perderà di interesse”.

Rimane solo Tinto Brass, che ha annunciato una grande produzione eros in 3D - Chi ha ucciso Caligola? - tuttavia è un annuncio che al momento galleggia nell'aria. Tinto Brass infatti non ha mai trovato grossi produttori che potessero sostenere onerose spese di produzione e la cosa potrebbe realizzarsi solo tra qualche anno.

Sembrano quindi essere finiti i tempi dove l'hard pilotava anche l'andamento del mercato home e consumer, e i due segmenti hanno preso strade totalmente diverse. L'hard cerca bassi costi di produzione per essere competitivo nei confronti di web e pirateria, mentre il mondo consumer guarda ormai alla qualità.

[fonte]
 
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